DSCF6603M2Questa la capisco solo io!

di FRANCESCO SEMBOLINI e DANIELE ZARRI

 

Gli appassionati della Juxtaposition e della fotografia Humor amano realizzare una propria "realtà" attraverso la giustapposizione di elementi tra loro non correlati. Però lo scopo è sempre quello di realizzare un'immagine di facile lettura e immediatamente fruibile, quindi il messaggio deve essere lineare, spontaneo, sorprendente sì ma sicuramente non da spiegare.

Ci sono delle fotografie che difficilmente funzionano pur contenendo una giustapposizione forte (voluta o casuale).  A volte la giustapposizione non arriva al primo impatto facendo leggere la foto come scontata e banale; a volte è esterna al primo messaggio e non apporterà facilmente un valore aggiunto. Di fronte a questi casi bisogna essere obiettivi e riconoscere che la nostra fotografia (abilmente o casualmente colta) non servirà per valorizzarci.

Ne sanno qualcosa i nostri due Autori ISE Francesco Sembolini e Daniele Zarri, conosciuti per una fotografia grafica, umoristica e di giustapposizione. 

 

Francesco Sembolini

Chi mi conosce sa che sono sempre alla ricerca di fotografie con una componente di improbabilità forte. Che siano più o meno grafiche o più o meno umoristiche, la giustapposizione di elementi tra loro non in relazione è sempre il cuore delle mie fotografie street. Spesso, però, mi ritrovo tra le mani il risultato di certi azzardi o intuizioni che mi fa dire: "questa la capisco solo io che l'ho scattata!".

A volte succede perchè la giustapposizione è quasi irriconoscibile da quanto sia ben integrata nella scena; a volte (anche se difficilmente replicabile) non modifica il messaggio della fotografia, quindi non apporta ulteriore forza e resta fine a se stessa. Non che sia piacevole, ma a volte bisogna lasciare nel cassetto alcuni colpi d'occhio particolari e essere obiettivi e critici nel riconoscere una fotografia non funzionante e, di conseguenza, non buona. 

Prima foto di esempio

DSCF6603M2

 

Questa è quella che definisco una tra le mie giustapposizione più assurde ma, purtroppo, non certamente tra le più buone. Vi chiederete perchè merita attenzione? Una semplice ragazza appoggiata ad una vetrina con una normalissima posa; una di quelle foto da guardare e passare subito oltre. Quando nei primi secondi non si coglie altro e si va via vuol dire che la foto non funziona. Se dovessimo, però, partecipare ad un concorso intitolato... che sò..."scopri la giustapposizione più assurda", potrebbe dire la sua. Andiamola ad analizzare.

La ragazza tiene una posa scontata per il contesto in cui è stata fotografata, con una piccola particolarità, non è la sua posa reale. La posa è costruita attraverso un frame di un video RedBull che scorreva nel monitor frontale a lei, quindi l'immagine della parte alta del busto è irreale.

DSCF6603M2 GIUSTASS 2

Il bloccaggio perfetto di quel frame regala una giustapposizione perfetta per una posa naturalissima della ragazza e tutto passa come scontato. Ne rimane soltanto un racconto di un momento di scatto che non poteva variare di centesimi di secondo!

Seconda foto di esempio

 OL10811 come oggetto avanzato 1 

A volte nel nostro frame possiamo trovare (casualmente o intuitivamente) una combinazione di fattori, più o meno forti, che non possono aggiungere nulla perchè molto esterni all'economia dello scatto; il fruitore non potrà mai cogliere se non indotto da un titolo o descrizione che sia.

Nella foto sopra di esempio, la parabola di luce crea lo spazio perfetto per illuminare due passanti sulla parte destra e una macchina è disegnata parzialmente da un'altra sorgente di luce. Il tutto per una foto in chiave street notturna con atmosfera da quartiere metropolitano. La foto si ferma lì e da tutto il suo potenziale per quello che ho descritto, banale o meno banale che sia. Se ci fissassimo di ricavare forza ulteriore dal fatto che la somma dell'orologio di quell'istante (18+13) e la somma dei numeri della targa danno lo stesso risultato (31), motivo per cui ho scattato, forse sbaglieremmo. E' un dettaglio troppo esterno alla fotografia, che si riempe già di un equilibrio di contrasti, di un'atmosfera e di un soggetto nello spazio suo riservato. Il fruitore è già appagato e non cercherà altri messaggi nella fotografia, quindi, la nostra combinazione numerica (voluta o casuale) servirà a poco.

Uno dei consigli che mi sento di dare, in casi in cui ci troviamo di fronte a una combinazione che vogliamo evidenziare, è quello di concentrare lo scatto solo su di essa. La foto potrebbe continuare a non funzionare perchè poco intuibile (o poco interessante nel complesso) ma il fatto che non forniamo altri elementi di lettura, può spingere il fruitore a cercare un messaggio o una particolarità che non sta trovando.

Se ci trovassimo di fronte un esempio di questo tipo potrebbe già essere una cosa diversa e più facilmemte leggibile, a prescindere dal valore della foto ovviamente.

 OL10811 come oggetto avanzato 1 rit

 

E' sicuro che il fruitore cercherà una casualità tra i numeri (perchè poco altro da leggere) e potrebbe innescare anche una ricerca simpatica e divertente.

Comunque, anche se avete un occhio inarrestabile e una mente fulminea in street, non bisogna dimenticare che la foto funziona solo se offriamo una lettura più semplice e immediata possibile. 

Però potrebbe esserci una cosa che viene in aiuto alla lettura, il contesto. Il portfolio di un autore, se ben organizzato, può essere un contesto che semplifica la lettura di una fotografia. Sicuramente una foto inserita in un portfolio pieno di giustapposizioni sarà più velocemente letta, poichè il fruitore sarà indotto da un tema che percepirà inconsciamente. Questo tema non è null'altro che un titolo alla fine, quindi in quel contesto una foto poco funzionante avrà un apprezzamento migliore che singolarmente.

Questi e tanti altri approfondimenti nei workshops di ISE.

 

Daniele Zarri

Credo di essere bizzarro sugli scatti che cerco, a volte anche troppo e mi ritrovo inevitabilmente a scattare situazioni che mi introducono ad una concettualità talmente fine che quello che mi rimane è uno scatto “solo per me”. Intendendo che quello che ho visto e quello che la mia mente ha elaborato in quel momento è talmente articolato che spesso è irriconoscibile a prima vista dai lettori.

Peccato che poi in fotografia, volendo riportare in un piano bidimensionale un concetto visto in 3D ed oltre, bisogna fare delle scelte e devono essere indirizzate verso una facile lettura.
Questa è la forza che deve uscire dallo scatto di chi ha fantasia da mettere in campo, occhio e fantasia devono arrivare ad una chiara lettura per funzionare.

Prima foto di esempio

zarri a

Questo scatto è stato fatto a Stoccolma, ero a passeggio con la famiglia e come sempre porto dietro macchina fotografica e un po’ di attenzione agli stimoli esterni.
Un bianco e nero per dare un po’ nostalgia ad un racconto classico di un’attesa adolescenziale alla fermata dell’autobus, si direbbe. Un reportage per quando non ci saranno più autobus ma navicelle spaziali, oppure una bella texure del tetto, in fin dei conti è composta decentemente.

No, la mia testa mi ha detto che la ragazza aveva messo le gambe incrociate esattamente come sono incrociate le linee del 4, ecco adesso è più chiaro.
Poi ci sono 4 riquadri a sinistra proprio sotto il numero 4, ma di certo non erano sufficienti a farmi fermare. Capisco, però, che quella potrebbe essere la giustapposizione più veloce della foto.

Seconda foto di esempio

zarri cannuccia

Una foto di spiaggia, mi viene facile vivendo al mare e, soprattutto, piena di colori e distrazioni. Letta così non da proprio nulla.
Ma quando la scattai ero forse accaldato dal sole e desideroso di dissetarmi? Sarà per questo che ho immaginato una cannuccia infilata in un bidone?

Sono foto che raccontate danno l’idea della fantasia di chi le ha scattate, ma nel momento in cui le proponiamo e non arrivano subito sono di per se sbagliate, buone per un portfolio dove hai già allenato l’occhio del lettore a vedere certi particolari.
Non lasciate la fantasia a casa,ma ricordate alcune regole basi della fotografia, se riesci a miscelare il tutto in maniera equilibrata….la torta esce col buco.

 

Questi e altri mille trucchi e approfondimenti nei workshops di ISE. Per approfondire tutti gli elementi di questo genere di street, potete partecipare al workshop dei due autori a Ravenna il 18-19 Marzo e a Venezia il 02-03 Settembre 2017. Questo è il link: http://www.italianstreeteyes.com/workshops-street-ptotography-collettivo/225-workshops-street-photography-ravenna-marzo-2017.html

ISE- Francesco Sembolini - Daniele Zarri

Queste, invece, alcune immagini dei due autori che forniscono una lettura immediata e senza interpretazioni.